Visualizzazione post con etichetta rinascite. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rinascite. Mostra tutti i post

01 settembre 2008

smetto quando voglio

sono entrato nel mio 30esimo anno di vita senza particolari traumi emotivi. la gente chiede se ti senti vecchio, io per tutta risposta sono entrato in edicola e ho comprato l'ultimo numero dell'uomo ragno. non lo facevo tipo dal 1995. "solo una volta, così, per provare", mi sono detto. il giorno dopo sono tornato in edicola e ho comprato rat-man. "ogni tanto lo compro, come la settimana enigmistica". poi l'altro giorno ho comprato la repubblica e visto che c'ero ho portato a casa anche l'ultimo x-men e un altro uomo ragno. e oggi mi sono informato sul costo di un abbonamento annuale ad amazing spiderman, che ormai vale la pena leggere in originale.

prima dei dischi, i fumetti erano la mia droga e l'intera paghetta andava all'edicolante, che era un po' come il ragazzetto che spacciava fumo di infima qualità ai giardinetti lungo il po. poi non mi bastò più e iniziai a frequentare postacci da tossici all'ultimo stadio: i negozi specializzati. i miei amici di allora, facendo a gara a chi sembrava più grande, dicevano che i fumetti erano roba da ragazzini. io rispondevo che i primi albi che avevo letto erano rispettivamente il #285 dei fantastici quattro (nei quali un ragazzino si ustiona gravemente cercando di imitatare la torcia umana e causando dunque indicibili dilemmi morali alla suddetta torcia) e la trilogia cani impazziti (dove peter parker si ritrova in un manicomio in una sorta di incubo nerissimo). roba da ragazzini un cazzo.

poi ho scoperto i dischi e ho dovuto scegliere, anche se nel garage di casa dei miei dovrebbe ancora esserci una mezza quintalata di quella roba. e adesso? adesso non ci capisco un cazzo, ho un gap di 15 anni da recuperare. non so dov'è finito chris claremont e neppure ann nocenti, i miei due scrittori preferiti, però so che john romita jr disegna ancora ed è sempre il più grande (ed è pure un tipico tamarro a stelle e strisce, scopro vedendo per la prima volta una sua foto). e so cosa ha portato a tutto questo: jonathan lethem e la sua fortezza della solitudine, romanzone divorato in vacanza, con quei fumetti citati mille volte.

che dire, dunque, se non grazie jonathan? avevo proprio bisogno di un'altra dipendenza. anche se in questo caso sarebbe meglio parlare di ricaduta.

in allegato un mp3 che non c'entra un cazzo ma che da settimane si voleva postare anche se non si aveva molto da dire a tal proposito, al di là di un convinto "dio fa".

[mp3] tvmr - bowie in the bronx

23 luglio 2008

808 (no fit) state

una batteria dritta, un filo di synth e poi un altro, delle percussioni afro, ecco la terza frase di synth, poi entra la quarta e ancora la quinta poi ci si perde in questo mare sintetico prima che irrompa una voce assurda che nemmeno klaus nomi.

è l'incipit di with honey cream, primo pezzo di eight oh eight, il nuovo disco di black devil disco club. rapidamente, la storia. un misconosciuto disco del 1978 viene ripubblicato nel 2004 dalla rephlex di aphex twin. dietro il monicker c'è il francese bernard fevre, che approfitta delle riedizione per tornare sulle scene con 28 after. ed è una bella botta: sintetizzatori su sintetizzatori, voci che provengono dall'oltretomba, echi di moroder, colonne sonore di porno anni '70 e l'euro-disco che verrà. il tutto rigorosamente analogico, e anzi non si capisce se si tratti di materiale nuovo o dell'epoca. "parts of the melodies have been with me for years [...] sorry i cannot be more specific, for me it would be like describing how i make love to a woman — some things must remain private", spiega fevre a philip sherbourne. e d'altra parte perché chiarire il mistero quando è il responsabile di tanto buzz a tuo favore?

di certo non è solo il mistero a giocare a favore di fevre, che dal ritorno di 28 after non si è più fermato. un fenomenale disco di remix dub, un paio di singoli e remix, e infine questo nuovo album. che ovviamente suona sempre datato e ultramoderno al tempo stesso. non si tratta di archeologia musicale, né di retrofuturismo, né tantomeno di modernariato. solo qualcosa che si attacca ai timpani e non togli via nemmeno con il napalm.

[mp3] black devil disco club - with honey cream

[disco completo] black devil - disco club (1978)

14 luglio 2008

è questo che siamo.


all'inizio c'ero io con un accappatoio bianco sul quale c'era ricamato con filo azzurro il numero 1318. ai piedi delle infradito azzurre, sotto l'accappatoio soltanto un boxer da bagno, anch'esso azzurro. seduta al tavolo con me c'era la mia signora, anche lei con addosso il fottuto accappatoio bianco, solo con un numero diverso: 3584. non eravamo i soli: tutto attorno c'erano decine di persone, tutte di bianco vestite e infraditate. mangiavano frutta fresca e bevevano tisane al tiglio e alla calendula. e avevano tutti un'aria rilassata, anche troppo. li avresti detti reduci da una lobotomia, piuttosto. mi guardavo attorno e aspettavo il momento in cui la voce del grande fratello avrebbe pronunciato con voce decisa il numero dei prescelti. "fratello 2584, vieni avanti, tocca a te". in realtà non c'era nessuna voce, e non c'era nemmeno bisogno di andare in giro in fila, uno dietro l'altro, ognuno con la mano destra sulla spalla destra dell'altro. ero semplicemente alle terme.

ora, io ho sempre pensato che le terme fossero roba da donne, vecchi e metrosexuals. e in effetti mentre il sedicente fabio mi massaggiava la schiena sconfinando pericolosamente sul mio sederino coperto da un inquietante tanga usa e getta, per un attimo ho stretto le chiappe. "rilassati, caro", mi ha detto lui, ma io mi sono tranquillizzato soltanto quando si è iniziato a parlare del mercato della juventus. massaggio a parte, alle terme paghi un sacco di soldi per stare nell'acqua calda a farti diventare le mani rugose, per sudare come un maiale in saune a 70° e per fare le bolle in vasca. però devo riconoscere che la cosa ha il suo perché. ad un certo punto mentre me ne stavo seduto su una poltrona che sparava getti d'acqua a 15 atmosfere con la vista sul monte bianco ho pensato che mancava soltanto una cannetta nella mano destra e un whisky e cola nella sinistra. io il paradiso me lo immagino più o meno così.

dopo una giornata intera di relax, però, avevo il karma un po' squilibrato, così siamo andati ad ingollare un migliaio di calorie al mc donald's, dove metto piede una volta ogni 5 anni e ogni volta mi ricordo perfettamente perché sono passati 5 anni. il crispy mc bacon ha in breve spazzato via le tossine lasciate dalle tisane e dalla frutta, la birra ha fatto il resto e mi è tornata in fretta anche la voglia di bestemmiare. ero pronto ad affrontare i massimo volume.


e qui il karma si è arrotolato su sè stesso una volta per tutte. l'attacco con atto definitivo e il primo dio mi ha messo i brividi, e giuro che non era la zibba che aggrediva il parco della pellerina. è che è stata l'occasione definitiva per comprendere quanto mimì e soci abbiano ridisegnato la mia geografia adolescenziale. avevo 16 anni e divoravo lungo i bordi. lo ascoltavo per pomeriggi interi, e immaginavo di scrivere una canzone su di me che ascoltavo fuoco fatuo davanti allo specchio di camera di mio fratello, mentre mi muovevo al suono delle chitarre elettriche, ecc. ecc. era bello avere 16 anni nel 1995. cioè, era una merda, intendiamoci. il liceo, le sfighe, il resto. però non sapevi ancora quello che sarebbe venuto dopo. e avevi l'occasione di scoprire i massimo volume e di comprare i loro dischi il giorno che uscivano. e non era poco. e devi averli ascoltati proprio bene, se ti ricordi perfettamente il primo dio a memoria (e no, non era prévert, era sempre rimbaud).

sul finire del concerto iniziano a scendere le prime gocce, ma in fondo chi se ne frega. chi se ne frega pure di patti smith, chi se ne frega degli afterhours. chi se ne frega se sarà l'ultimo concerto dei massimo volume o se seguiranno altri dischi, altri concerti, altre robe. per il momento va bene così, ci siamo presi quello che ci spettava:

qualcosa sulla vita. seychelles '81. il primo dio. senza un posto dove dormire. ronald, tomas e io. fuoco fatuo. altri nomi. la notte dell'11 ottobre. atto definitivo. la città morta. dopo che.

in rigoroso ordine sparso.

il resto. il resto non conta. è solo acqua sulla pelle, calda o fredda che sia. è solo musica che dimenticheremo presto.

[video] massimo volume - dopo che (torino, 12 luglio 2008)

29 gennaio 2008

noi siamo i giovani, i giovani, i giovani

ma sai che alla fine sta storia dell'orecchio non è mica male? cioè, mica volevo fare quella vita fino a 40 anni, no? andare a ballare, andare ai concerti, ubriacarsi... mia sorella alla mia età aveva già due figli, una casa, due cani e un suv. vorrà pur dire qualcosa, no? è o non è sangue del mio sangue? comunque, pian piano sto recuperando il mio rapporto con la musica. niente legna, però. sarà che alla fine quella è roba che necessità una qualità d'ascolto perfetta, essendo basata essenzialmente sui suoni. la qualità del mio udito, invece, al momento è talmente scarsa che devo accontentarmi delle melodie. non so com'è ma ho ripreso in mano black heart procession, calexico, wilco, ma soprattutto suede. come 15 anni fa, più o meno. così adesso passo le mie serate sul divano, con dei gran libri e gli suede in sottofondo. quando mi stanco di leggere metto nel lettore dvd sleeper cell, entourage o delle vecchie puntate di house. quando mi sento particolarmente trasgressivo chiamo un paio di amici e giochiamo a pes, che dio fa, avrò anche perso delle skill, ma quando si tratta di prendere in mano il liverpool vengo ancora guardato con un certo rispetto. agli amici offro limoncello e san simone, io invece mi faccio dei gran shottini di rum e pera ma senza rum, cioè mi limito a tracannare due bicchierini di succo di pera. non è proprio la stessa cosa ma insomma. mi sono dato anche al giardinaggio ed è una cazzo di soddisfazione vedere crescere i germogli di crescione e quelli di altre piante delle quali preferisco non diramare le generalità. stavo anche pensando di mettere la telecamera fissa su uno dei vasetti per registrare il video della crescita, per poi accellereare il tutto e piazzarlo su youtube. secondo me spaccherebbe, altro che la tizia della danza del ventre di cui ieri ha parlato anche studio aperto. l'altro giorno, in preda all'entusiasmo, ho anche superato la mia idiosincrasia nei confronti del web 2.0 e ho aperto un account su anobii, che credo mi piaccia per distorsione professionale. stavo anche per aprire un twitter, poi mi sono ricordato che nella lista delle cose vietate dal dottore non apparivano né l'onanismo né tanto meno il consumo di sostanze psicotrope, e dunque ho deciso di dedicarmi ad altro.

insomma, sto da dio. dio fa.

[foto] da momo.noblogs.org

[mp3] lou reed - perfect day (acoustic demo)

14 novembre 2007

leila came around and we danced a remix of mine

e così mirrored dei battles è uscito quest'anno. giuro, mi sembrano secoli fa. dall'uscita del disco li ho visti in concerto due volte, ho preso atto del clamoroso successo di atlas e ho anche lasciato a lungo il cd a prendere polvere sullo scaffale, tanto lo avevo consumato nei primi due/tre mesi. l'ho ripreso in mano in questi giorni, complice l'uscita del secondo singolo tonto+, che forse due parole se le merita.

non tanto per il remix di the field, che ha la mano un po' pesante e riscrive completamente il pezzo secondo i suoi canoni estetici. four tet, piuttosto. io non so voi, ma un four tet così non l'ho mai sentito. un remix scurissimo, di certo non pensato per la pista da ballo anche se dopo il minuto 6 trova la via perfetta. eppure forse il remix più ballabile di four tet.

resta da vedere se si tratta di una parentesi, come le sperimentazioni con steve reid e il ritorno dei fridge, oppure di una nuova via. nel primo caso pazienza, tanto amo già abbastanza il vecchio four tet; nel secondo caso, però, personalmente non vedo l'ora.

[mp3] battles - tonto+ (four tet remix)

13 novembre 2007

ed io, avrò cura di te over and over and over...

non so, io l'ho scoperto grazie al socio qualche giorno fa anche se pare non sia esattamente una notizia dell'ultimo minuto. però agli hot chip non dispiace aprire i djset con foetus di franco battiato. è successo anche qualche giorno fa nel mix trasmesso su train wreck mix/redbullacademyradio.com. la canzone ci sta tutta, per altro. scelta esotica o il giusto riconoscimento ad un'artista che negli anni '70 faceva robe davvero avanti? che poi adesso si renda protagonista di gemme di noia assoluta (vedi la sua apparizione a che tempo che fa di domenica) è altro discorso.

ci sarebbe un link del mix in questione, ma il sito di redbullacademy non aiuta. senza contare che ho trovato lo stesso mix sul meritevole allez-allez, che lo ha postato a giugno. quindi via con il contenuto multimediale.

[mp3] hot chip - flavour mix (via allez-allez)

e visto che siete lì e che questi due sono bravi ragazzi, varrebbe la pena di dare un'ascoltata anche a questo:

[mp3] allez-allez volume one - mixed by deven miles & weekendsteve

09 luglio 2007

with a little help from their friends

la cosa figa della musica è che se ti rompi i coglioni di una strada puoi sempre sceglierne un'altra. prendi i simian, ad esempio. una band electro-rock con le contropalle, che con il loro secondo album (prodotto da brian eno, mica cazzi) avevano anche ottenuto un qualche riscontro, tipo la breeze che accompagnava uno spot della peugeot e anche un contratto con l'astralwerks, che poi è la virgin. poi va a sapere che è successo: scazzi, noia, robe così e decidono di sciogliersi. james shaw e james ford decidono di proseguire il side project simian mobile disco, decisamente più orientato ai suoni da club, ma insomma, roba da poco, anche quando due ragazzini che si fanno chiamare justice prendono never be alone, pseudo hit del vecchio gruppo, e la ribaltano in un pezzo spaccapista. che però notano in pochi finché non entra in campo erol alkan, che nel suo bugged out dimostra di essere il fuoriclasse che sappiamo piazzando il brano a cappella sulla rediviva fast track firmata superdiscount/etienne de crécy. allora quelli della virgin, gente che ci vede lungo, si ricorda di avere ancora sotto contratto questi qua, riprende il brano nella versione dei justice, cambia il nome (we are your friends) e lo ripubblica. così, tanto per provare. in poche settimane il brano arriva ovunque, il video vince l'european europe award facendo incazzare kanye west e riaprendo le porte al progetto simian mobile disco, che macina singoli e remix con tanto di decisiva puntatina sulla kitsuné maison, roba che oggi vale molto più di una qualunque copertina su nme.

e poi si arriva a attack decay sustain release, l'album di esordio appena uscito, praticamente in contemporanea con i debutti di justice e digitalism, che insieme ai klaxons avevano il compito di fissare gli standard di quel non genere odiosamente chiamato nu rave. e se i digitalism hanno cacciato su disco una raccolta di singoli (che è un po' diverso da fare un album) e se i justice hanno forse esagerato nell'inseguire i robottoni daft punk, i simian mobile disco hanno fatto centro pieno, con un disco che suona come un disco e al tempo stesso regala una serie di singoloni della madonna già sentiti (i believe, hustler).

disco figo, insomma. spero solo che i due james abbiano già offerto almeno 40mila birre ad erol e ai paladini della giustizia.

[video] simian - never be alone

[video] justice vs simian - we are your friends

[video] simian mobile disco - sleep deprivation