Visualizzazione post con etichetta futbol. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta futbol. Mostra tutti i post

07 agosto 2008

oppure annettiamo il belgio

nel calcio di una volta gli oriundi erano roba normale. tipo che omar sivori iniziò con la maglia dell'argentina e poi se la sfilò preferendo quella azzurra, come se niente fosse. anche oggi, però, non si scherza. per gli europei la nazionale polacca ha marcato stretto robert acquafresca (con madre polacca) che poi ha gentilmente rifiutato, mentre nei mesi scorsi spagna e serbia sono quasi venute alle mani per accaparrarsi il talentino bojan krkic.

e mentre amauri decide se vuole essere italiano o brasiliano, io farei pressione sugli aeroplane, che con due cognomi così (de luca e fasano) figurati se non hanno i genitori italiani. che poi, oh, io il belgio lo conosco e dubito che in quella terra esista un qualche tipo di attaccamento alla maglia. quindi è d'uopo fare di tutto per portarseli a casa, almeno avremmo anche il secondo nome italiano tra i 114 ra podcast (il primo è stato quello degli italoboyz, secoli fa).

insomma, tutto per dire che gli aeroplane sono stati chiamati a tirare su l'ultimo podcast di resident advisor. ed è un mix discretamente figo.

[mp3] ra.114 aeroplane podcast (richiede registrazione)

[mp3] shortwave set - now til' 69 (aeroplane remix)

11 giugno 2008

Blood of a Slave - Heart of a King


Bene. Direi che adesso che sono finiti gli europei di calcio possiamo tornare a concentrarci finalmente sulla musica, argomento sul quale siamo forse leggermente più competenti, soprattutto viste e considerate le infami formazioni pubblicate qui sotto da DJ Enzo, che si è dimostrato un tristissimo epigone donadoniano sempre pronto ad avvallare e difendere a spada tratta le scelte del tecnico, un fervente sostenitore della permanenza in campo dei tre centrocampisti più sboffi e sfiniti del campionato italiano che si è presentato a casa mia riempiendomi il frigo di una dolciastra birra australiana del colore dell'esame delle urine, lanciandosi in una serie di considerazioni tattiche degne di un uomo che (ricordiamolo) ha ammesso candidamente di non saper distinguere la destra dalla sinistra e ha dimostrato di non conoscere le posizioni in campo abituali di Maggio e Molinaro. Infatti secondo me se abbiamo perso è tutta colpa di DJ Enzo e del suo plaudire la presenza in campo di un attaccante da Coppa Uefa come Totò Di Natale.
Ma veniamo alle sempre più rare e sparute soddisfazioni che riesce a darmi la vita in questi giorni lugubri, come questo mixtape di Nas, peso massimo del rap newyorkese che ritorna in scena dopo avere decretato l'anno scorso la morte dell'hip hop. Ammetto che io e Nas ci eravamo un attimi persi di vista e ammetto di aver lungamente e colpevolmente trascurato la sua discografia, essendomi sempre limitato a venerare il suo disco d'esordio (Illmatic, 1994, una delle mezz'ore di musica più eclatanti che mi siano capitate nelle orecchie) e ignorando sistematicamente tutto il resto. Questo manipolo di pezzi sparati da DJ Green Lantern consegna invece un MC in forma campionato, uno dei più convinti e convincenti innalzatori del vessillo di Obama che in questi ultimi tempi si è consumato le corde vocali dividendosi tra i microfoni delle radio e quelli dello studio di registrazione per sostenerne la candidatura.
Hero è un singolo devastante, capace di coniugare tutta l'enfasi, la potenza e la rapidità di esecuzione che si richiedono a un pugno assestato per fare del danno, metafora pugilistica ispirata dall'ascolto di Legendary (Mike Tyson), altro picco di gradimento del nastro insieme a Black President e Association (microfono in comproprietà con Stic Man dei Dead Prez).

[mixtape] nas - the nigger tape

[link] un posto in cui si parla di calcio con grande competenza ed eleganza, infatti DJ Enzo non ha passato la selezione all'ingresso

04 giugno 2008

qui vorrei un titolo brillante come "reservoir coqs", ma mi sa che non mi viene

facciamo pure finta di niente, ma sabato iniziano gli europei, quella manifestazione che ci fa dimenticare di essere tutti fratelli della grande europa. ad esempio, cos'abbiamo in comune noi e i francesi? ok, siamo inseriti nello stesso girone del cazzo. ok, donadoni e domenech se la giocano in simpatia. aggiungiamo qualcos'altro. i simpatici guaglioni di les cahiers du football giocano a fare i domenech e a compilare formazioni. prime scelte, seconde scelte... fino alla formazione x. possiamo noi essere da meno? proprio no. e dunque andiamo.

italia 1

praticamente la stessa formazione del 2006, con le eccezioni di totti e cannavaro (insomma, niente di che), mentre panucci ha soffiato il posto a grosso. il ricambio generazionale non esiste, tanto che a destra la new entry è il 35enne panucci mentre di natale è un baldo 30enne. chiellini al centro della difesa non è una previsione, è una disperata speranza, così come materazzi non è una disperata speranza ma una scelta obbligata, anche se io matrix lo vedrei sempre bene seduto in tribuna a contarsi i tatuaggi.


italia 2

e via con le simulazioni. il valore della coppia centrale difensiva è tutto da dimostrare, così come le due corsie laterali. al centro del campo però c'è il giusto mix di legna e goniometro e in attacco ci sono 40 gol in due nella passata annata, vedete voi.


italia 3

il gioco inizia a farsi difficilotto, specialmente in difesa dove non è che stiano venendo su proprio dei fenomeni. cioè, se sulla destra sono costretto a chiamare comotto vuol dire che siamo proprio messi male. però in compenso sulla destra c'è quel bel giocatorino di pasqual che prima o poi diventerà il fenomeno che prometteva di essere, mentre al centro della difesa fa capolino l'idolo legrottaglie, che da quando scopa meno e prega di più è un altro giocatore. in attacco l'adorato giuseppe rossi (troppo giovane? ma va), sperando che cassano non lo mandi a fare in culo già al fischio d'inizio.


italia 4


una formazione che si basa sul 41enne fontana, uno che più invecchia più diventa un fenomeno. donadel e foggia in nazionale ci arriveranno prima o poi, basta aspettare che compiano 40 anni pure loro. in difesa a questo punto si inizia veramente a pescare nel torbido, mentre in attacco ci si permette di buttare dentro iaquinta dando fiducia a miccoli, uno che sa giocare a pallone come pochi ma che ormai raramente si ricorda di farlo.


italia 5

oh, siamo italiani, quindi i giovani se ne stiano a casa loro. però come quinta scelta ci si può anche permettere di fare follie. il trio giovinco-rosina-balotelli visto in prospettiva, poi, secondo me è roba da sogni bagnati, sempre se rosina la smette di giocare una partita sì e 13 no.


italia x


e per finire, l'italia di quelli che avrebbero voluto esserci e non ci sono, di quelli che ci sono stati e non ci sono più, di quelli che forse avrebbero meritato di esserci, di quelli che ci sono e non si capisce il perché.

17 aprile 2008

It's a story of a photographer who goes completely insane trying to get a closeup photograph of the horizon


Il venerdì come calcio d’inizio è venuto a cena Dj Enzo con la sua bottiglia di vino che ce la siamo bevuta mentre ci mangiavamo delle patate riempite col loro stesso ripieno e dopo abbiamo preso, siamo venuti via e abbiamo incominciato a scarpinare per il centro abbeverandoci a tutti i banconi che abbiamo trovato tra piazza vittorio e piazza castello fino a quando non siamo entrati dentro il posto dove dovevamo andare, un posto che da ragazzino Dj Enzo ci andava a limonare e che adesso invece gli hanno cambiato il nome tante di quelle volte che la gente se lo sono dimenticato tutti e quindi qui dentro non ci trovi più nessuno da limonare e rimani in piedi in mezzo alla pista semideserta con la lingua che mulina nel vuoto oppure ficcata dentro un bicchiere di whisky e coca che hai pagato come una tanica di benzina e quando incominciano Los Hermanos li sentiamo un po’ e dopo mi viene voglia di fumare e andiamo fuori dalla porta abbandonata dove ci possiamo mettere a fare i cretini vicini alle transenne selezionando la gente all’ingresso che ci scambia per i buttafuori e nel frattempo ci ha raggiunto la nostra editrice ansiosa di vedere all’opera i suoi editorialisti migliori e a quel punto inizio a domandarmi se non sia il caso di coprirsi di ridicolo di fronte a questa persona che incontro per la prima o la seconda volta e mi appoggio a una transenna solo che la transenna non tiene e allora volo giù sull'asfalto bagnato in mezzo alla strada insieme alla transenna ma per fortuna mi tiro su veloce appena in tempo appena prima che arrivino i buttafuori a brutalizzarmi come fanno di solito loro con gli ubriachi, e Funk ‘d Void invece di dispensare la stessa morfinica deep house del suo ultimo mix album la butta anche lui sul discorso techno essendo in fondo questo il tema della serata e infatti balliamo lo stesso volentieri, io e dj enzo facciamo i cretini davanti all’obiettivo di un bob moz stranamente e spaventosamente sobrio e quando ormai sentiamo lo stomaco bucarsi camminiamo sul bagnato in direzione del nostro abituale panino con salsiccia delle sei del mattino con dentro tutte le salse che si mischiano alla pioggia che cadendoci addosso mentre barcolliamo riesce a conferirci quell’aspetto ancora più subumano e dj enzo che non è in condizione non dico di guidare ma neanche di camminare me lo lascio collassare in casa e al mattino ci svegliamo con la promessa di trovarci sulle sedie del Bar Fuego per vederci il big match e berci un paio di birre ma quando arriva il calcio d’inizio DJ enzo non c’è ancora perchè aveva perso conoscenza alle quattro del pomeriggio e si era dimenticato di svegliarsi in tempo, per fortuna qui di fianco c’è il mio amico d’infanzia che mi accompagna sempre quando vado a vedere il futbol al Bar Fuego, che è un bar dove tutto il futbol che abbiamo visto quest’anno non abbiamo mai perso, infatti vinciamo di rimonta buttandoglielo nel culo al berluscazzo che per quanto avrà goduto un paio di giorni dopo secondo me questa dimostrazione di superiorità morale gli ha fatto un male della madonna e forse avrà capito che alla fine c’è un limite anche al suo delirio d’onnipotenza perchè puoi anche comprarti l’italia ma quando tu e quella tua banda di stronzi venite a torino alla fine sono cazzi anche per voi, soprattutto fin quando batterete la testa contro la nerchia d’acciaio di Momo Sissoko, che gli bastano uno sguardo e una falcata per ristabilire le gerarchie in mezzo al campo, per non parlare dell’esultanza infantile e gioiosamente scomposta di Brazzo Salihamidzic che mentre corre verso la bandierina con quel volto distorto dal godimento che gli campeggia sul testone incollato alle spalle senza passare dal collo, quello lì è stato un momento che ti giuro mi sono quasi commosso, un giocatore così non so dove cazzo è che l’abbiamo trovato ma è qualcuno di quei giocatori che per quanto sono mediocri e per quanto nonostante tutto riescono a cambiare il corso delle partite, guarda, Brazzo è una di quelle persone che quasi quasi ti fanno pensare che alla fine qualcosa nella vita potrebbe combinarla anche uno stronzo come te, uno stronzo che il giorno dopo ha preso la macchina e ha fatto i chilometri per piantare la croce con quella cazzo di matita e poi si è svegliato, è andato a lavorare con addosso quel minimo di briciolo di speranza che magari da domani avrebbe mangiato qualche piattino di merda in meno e invece gli è toccato ricominciare subito a bere e per la cronaca non ha ancora smesso, sarà stato per colpa di quella manica di depravati che per andargli dietro a quel doppiomento vivente con gli occhiali mi hanno fatto scomparire il partito, andargli dietro a uno che candida delle schiere di cazzolici e imprenditori e figli di imprenditori e figli di troia di varia natura e poi alla fine si vergognava talmente tanto della gente di merda che ha messo in lista che ha buttato nella mischia pure un operaio, neanche fosse un cazzo di panda da guardare con ammirazione da lontano, molto meglio il berluscazzo, che almeno obbedisce soltanto a sè stesso, piuttosto che un uomo che il giorno che lo eleggeranno avrà talmente tanta di quella gente a cui obbedire che noi poveri stronzi col problema del lavoro di merda ci saremmo dovuti mettere in coda dietro ai cazzolici e dietro a confindustria e dietro gli imprenditori del nordest, un uomo che ha pure provato a farci convivere non dico con della gente che disprezziamo, ma a farci convivere con le cause stesse dei nostri problemi, come se non lo sapessimo che avrebbe prima di tutto provveduto a nutrire le cause per poi buttarci le briciole addosso a noi e ai nostri cazzo di problemi, farci credere che avrebbe fatto votare agli imprenditori una legge decente sul lavoro, farci credere che sarebbe stato per mano dei cazzolici che avremmo ottenuto lo stato laico che ci spetta, gli serbo un tale rancore a quell’uomo che non mi basta una vita per smaltirlo, gli serbo il rancore perchè con quell’ansia che aveva di corrergli dietro alla sua ambizione politica ci ha condannato non dico a un presente schifoso, che con quello avevamo imparato a conviverci da troppo tempo, ma ti ha strappato da davanti agli occhi pure le ipotesi del futuro, come se ti avessero oscurato l’orizzonte verso il quale stavi guardando, che va bene che era solo un cazzo di orizzonte e va bene che sopra l’orizzonte non ci ha mai messo le mani nessuno, però era lì che stavamo puntando e mi piaceva almeno di avere una direzione verso cui camminare, invece adesso ti sei svegliato un giorno e hai scoperto che te e tutti i tuoi amici non avete neanche più il diritto alla speranza del decoro, di segnare sul calendario la data del giorno che la smetterai di mangiar merda, tipo che sei arrivato a questo punto e scopri che te e tutti quelli come te avete finito di esistere, voglio dire, esisti pure, sia chiaro solo il fatto che da questo momento in avanti di te non gliene sbatte più un cazzo a nessuno.

[mp3] los hermanos - dazed and deceived

[video] Steven Wright

22 marzo 2008

Chiuso per gioia

he was wrong rimarrà chiuso fino a martedì 25 marzo per overdose di godimento: difficilmente la vita può regalarti una cosa più appagante del vedere i tuoi nemici genuflettersi di fronte al tuo glande.

la dirigenza del blog augura ai suoi lettori e alle rispettive famiglie tutto il bene del mondo.

17 dicembre 2007

Viaggio di sola andata oltre il confine del ridicolo

Poi dicono che la gente non porta più i bambini allo stadio, ma vorrei vedere chi di voi sottoporrebbe il proprio figlio alla visione di brutalità come queste.


[video]
quell'oscuro oggetto del vituperio: Buster Keaton e Fatty Arbuckle nell'area piccola

05 novembre 2007

La dipartita del Barone

Oggi se n'è andato uno degli uomini capaci di regalarmi la passione per il calcio, uno dei principali protagonisti dei miei incantamenti infantili per uno sport che forse negli anni '80 è riuscito per l'ultima volta a esprimersi attraverso l'austerità, la precisione delle forme, la disciplina umana e tattica che faceva da sfondo all'imprevedibilità del genio. I ricordi, per quanto lontani, delle sue apparizioni televisive e del gioco delle squadre che ha guidato mi fanno temere che con lui se ne sia andata una delle figure che sapevano tenerci legati alle radici di questo sport.

[video]
tributo a Nils Liedholm