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05 ottobre 2008

the tragic side of the dancefloor: quando il rancore scende in pista


L’altra sera prima di attaccare ero molto agitato perché prima di noi suonavano un gruppo. Quando suonano i gruppi di solito nei locali ci vanno della gente gli piace ballare solo della musica di merda e io mi sento molto spesso fuori posto e inadeguato. Poi invece le mie preoccupazioni si sono rivelate come al solito infondate e ho saputo leggere la serata con la consueta lucidità e professionalità.
Quando è venuto il nostro momento si è fatto avanti BatFabio dicendo “inizio io, così vediamo che aria tira”. Ovviamente tirava l’aria che nella saletta adibita a dancefloor non si è mai presentato nessuno tutta la sera. Una ragazza ha anche messo la testa dentro ma è scappata via inorridita, non sopportando l’immagine agghiacciante della luce stroboscopica che mulinava nel vuoto. Poi è arrivato il mio turno e senza voler peccare di immodestia devo dire che ho fatto registrare il massimo picco di gradimento della serata quando è arrivato in consolle BatFabio affermando con grande entusiasmo che gli era sembrato di vedere uno al bancone che muoveva la testa a tempo. Bisogna dire inoltre che tipo un mese fa ho cambiato lavoro e questa sera ero riuscito a convincere un nutrito manipolo di miei colleghi ad attraversare la città a piedi per venirci a sentire, sperando in questo modo di giocarmi la carta della credibilità musicale per scalare alcune posizioni nelle gerarchie interne all’ufficio. Devono essere rimasti molto contenti perchè a metà del primo pezzo si erano già volatilizzati tutti, abbandonando sui tavolini delle pinte di birra appena iniziate, lasciandomi col problema di dover trovare il coraggio per ripresentarmi in ufficio a raccogliere li sguardi di biasimo che mi sono ampiamente meritato. Purtroppo però quando viene della gente che conosco mi agito, e quando mi agito metto sempre Born Under Punches dei Talking Heads. Quando non so più che disco mettere e mi metto a scavare nervosamente nella valigetta alla ricerca di un disco che spinga la folla ad acclamare il mio nome, succede sempre che mi spunta nel cervello una vocina che mi dice “metti a Born Under Punches che quello è un pezzo che spacca sempre! Tutti vanno matti per Born Under Punches!”. E io mi rispondo che dio fa è vero, Born Under Punches scassa. E lo metto. E la gente va via infastidita. Ogni volta. Solo che dio cane non imparo mai. Perchè è vero che in tutta la storia della musica ci saranno una decina di pezzi più belli di Born Under Punches, però è anche vero che quando parte ti erige davanti un muro di dissonanza e fragore dentro il quale molte persone al venerdì sera non sono molto propense a schiantarsi. In un mondo perfetto decine di persone dovrebbero iniziare a dimenarsi nello sforzo insostenibile di seguire contemporaneamente il tribalismo delle percussioni e la devianza disco della chitarra. In un mondo di merda invece i tuoi amici ti voltano le spalle e corrono al bancone a ordinare dei superalcolici per ottenebrarsi l’udito. Ho provato a riprenderli ma ogni cosa era andata inesorabilmente perduta e allora non mi è rimasta altra soluzione che non fosse quella di imboccare una qualche scorciatoia verso un’uscita di scena decorosa. Il primo pensiero è stato quello di scuotere la testa tutto il tempo lamentando un qualche problema tecnico che non mi permetteva di lavorare come si conveniva a un DJ del mio calibro. Solo che ho dovuto desistere dopo aver misurato la stazza e la cattiveria del tecnico del suono del locale, optando invece per la più riprovevole via della scenata isterica, dando tutta la colpa a una ragazza che, nonostante non raggiungesse i parametri di avvenenza necessari per farmi una richiesta, si era avvicinata per chiedermi se gli mettevo i Cansei De Ser Sexy. In effetti ammetto di avere un problema con le richieste e qualche avvisaglia si era già palesata a Tavagnasco quando io e DJ enzo avevamo chiuso la serata infierendo sui resti di un ragazzino in precoma etilico che un paio d’ore prima ci aveva chiesto i Modena City Ramblers. A ‘sto giro invece era tutta la sera che aspettavo di mettere un pezzo della Jahtari che era tutta la settimana che non vedevo l’ora di metterlo. Questo pezzo si chiama Alternative Power, di un tipo che si chiama Afrikan Simba. Come al solito mi immaginavo che il pezzo avrebbe scatenato un olocausto ritmico, con la gente che dimenava la testa in balia dei synth in levare, il pavimento che si spalancava sotto il peso del basso, i baristi che smettevano di spillare le birre per alzare le braccia al cielo. E invece arriva questa faccia di merda e mi chiede se non posso mettere qualcosa di più “commerciale” (credo abbia fatto anche il gesto delle virgolette con le dita, per il quale spero venga presto introdotto l’ergastolo) perchè lei e i suoi amici hanno voglia di ballare. Tipo i Cansei de Ser Sexy, mi fa. E allora io ho colto la palla al balzo e ho buttato via le cuffie chiedendo il cambio a Batfabio, dicendo che così non si poteva più andare avanti, perchè dio cane sono stufo di venire umiliato da questa gente che è capace soltanto di ballare della dance edulcorata e borghese, talmente priva d’anima e di coglioni che non la passerebbero neanche nell’area chill out della festa del partito democratico. Fermo restando che se pochi minuti prima non hai ballato Never Give In di The Streets vuol dire semplicemente che tu e la danza non avete niente da dirvi. Certo, puoi dimenarti saltuariamente sulla scia dell’entusiasmo del tuo quarto mojito, puoi saltellare schiamazzando con le tue amiche ogni volta che senti l’attacco di Last Christmas I Gave You My Heart. Ma del rapporto che intercorre tra un impulso sonoro e un movimento del corpo te e i tuoi amici non capirete mai un cazzo. Io e Batfbio e Dj Danilo (a sinistra nella foto di copertina) ci siamo poi allontanati con una scusa per sfuggire alla desolazione, fingendoci dei normalissimi avventori e lasciando Dj Enzo da solo a mettere dischi in una stanza vuota per una quantità irragionevole di tempo. Quando siamo tornati era incazzato come una biscia e ha preteso come risarcimento una decina di consumazioni omaggio, nonostante le quali alla fine della serata è riuscito comunque a spendere ingenti somme di denaro al bancone (certe volte penso che se l’oceano Atlantico fosse fatto di whisky & cola, dopo che gli immergi dentro Dj Enzo potresti camminare da Londra a New York senza neanche bagnarti il risvolto dei pantaloni). Comunque a Dj Danilo l’altra sera l’ho visto veramente vittima dello sconforto. Lamentava l’estinzione delle motivazioni che lo spingono ogni volta a farsi 60 chilometri per mettere i dischi senza mai raccogliere uno straccio di soddisfazione, quando tra l’altro lui la mattina dopo doveva alzarsi presto per andare a vendemmiare i kiwi. Io invece devo dire che son contento così e sto iniziando a nutrirmi avidamente del disprezzo che la gente dimostra nei nostri confronti, probabilmente perchè sono vittima di una strana perversione a causa della quale provo piacere nell’esibire pubblicamente la mia sociopatia. E se nell’immaginario comune la figura del DJ è assimilata alla gioia della condivisione e al potere unificante della musica, sta invece nascendo grazie a noi questa figura non meno rilevante del DJ che si presenta nel tuo venerdì sera con lo scopo preciso di darti fastidio, di non assecondare i tuoi desideri e di precluderti l’accesso a quei barlumi di gioia e spensieratezza che vorresti mitigassero il grigiore della tua esistenza.

[streaming/mp3] afrikan simba - alternative power

18 luglio 2008

la gigantesca scritta *oop

avanti, spiegateci. spiegateci qual è il nostro problema con questo vasco brondi, che mercoledì ha avuto su di noi lo stesso effetto di una sana scartavetrata sul glande. canzoni tutte uguali, voce trapanante e fastidiosa, e poi la scrittura - la scrittura! - che dovrebbe rappresentare il grande disagio degli anni zero ma che invece pare soltanto uno sterile taglia e incolla di immagini, alcune anche interessanti, per carità, ma per lo più assolutamente casuali e buttate lì per fare un po' di rumore.

spiegate, su.

02 luglio 2008

silent disco is the soundboy punishment: appleblim + shackleton in piazza vittorio



nel mio percorso di lento e costante scivolamento verso i recessi dell'umanità, un bel momento mi sono ritrovato a lavorare in una cantina del centro con le finestre sprangate. ogni volta che dobbiamo pisciare dobbiamo uscire per addentrarci in una turca malarica in mezzo al cortile del palazzo. sono talmente contento di stare qui che una volta appurata l'assenza di uscite di sicurezza mi è balenato nel cervello il desiderio che venisse un incendio doloso a bruciarmi vivo. le mie colleghe mi criticano sempre per delle robe che non ho fatto o che le ho fatte sbagliate o perchè lavoro con le cuffie in testa e non sento cosa mi dicono o fingo di non farlo e in generale mi disprezzano per via del mio totale disinteresse nei confronti di qualunque roba che mi capiti sullo schermo del computer. l'unica roba che mi piace di venire a lavorare è che quando combino qualche cagata almeno mi ritrovo con una scusa buona per bestemmiare, perchè altrimenti mi tocca passare le giornate a bestemmiare senza motivo. quello che invece non mi piace è il rancore che mi serba la gente quando lavoro male, gli sguardi colmi d'odio, i silenzi colpevolizzanti, i sorrisi di complicità o quelle battute ridicolizzanti che ti ricollocano immediatamente sul fondo della piramide sociale,tra gli scarti di lavorazione del capitalismo. prima quando ero giovane pensavo che non avrei mai combinato un cazzo perchè ero troppo bravo o troppo poco raccomandato per essere apprezzato o considerato da qualcuno. adesso invece sto iniziando a convincermi del fatto che non combinerò mai un cazzo perchè sono troppo stupido per capire quello che mi dicono di fare. mi manca quella capacità di immedesimazione in questo contesto in cui dei gesti inutili come rispondere al telefono o archiviare un dato sono delle robe di cui gli frega davvero qualcosa a qualcuno. a me vedere questa gente che si interessano di queste stronzate qua all'inizio li stimavo per la loro dedizione. poi dopo quando ho visto che volevano che m'interessassi anch'io ci son rimasto male perchè purtroppo non sono niente portato per lavorare. ci saranno al massimo tre o quattro cose che io sono portato per, tipo il bere, il futbol e ascoltare la musica. allora alla fine sono stato tutta la giornata ad aspettare che finisse la giornata così almeno mi potevo andare a vedere Shackleton e Appleblim che suonavano in piazza. siccome era una roba che l'avevano organizzata degli architetti non è che potevi ascoltarti la musica normalmente. ti davano delle grandi cuffie senza il filo che dovevi mettertele in testa e ascoltarci la musica dentro ballando nel silenzio generale. perché praticamente adesso che lavoro anch'io nel settore degli eventi ho capito subito che più fai delle robe stronze e più loro ti danno i soldi per farle. tipo vanificare tutto l'immane potenziale sonoro di Shackleton e Appleblim impedendo ai loro bassi di disperdersi nello spazio mi sembra proprio il tipo di puttanata per cui potresti convincere un assessore a staccare degli assegni. Comunque Shackleton e Appleblim sono stati molto bravi. a me personalmente mi è piaciuto di più Appleblim, che ha fatto girare tutto il tempo i suoi dubboni ancora grondanti di acetato con l'etichetta bianca scritta col pennarello. a un certo punto volevo tramortirlo per portargli via quello con dentro un pezzo bellissimo di Pinch che si chiama Wonky Bleep e che vaffanculo se riesco a trovarlo da qualche parte. quando hanno finito sono andato da Shackleton e Appleblim e gli ho fatto i complimenti per tutto quel dub che mi hanno spinto nelle cuffie. io per me se avessi delle cuffie che mi buttano Shackleton e Appleblim tutto il tempo nelle orecchie sarei a posto così, senza bisogno di rivolgergli la parola a nessuno, che tanto quando la gente mi rivolge la parola mi danno solo fastidio. C'erano lì dei miei amici, GG Garella e Bat Fabio e Dj Danilo e la ragazza di Dj Danilo e perfino BobMoz, il lucidissimo ritrattista del degrado fisico e morale di una generazione. ci siamo ritrovati nella piazza e dopo un rapido consulto abbiamo concluso che l'unica soddisfazione nella vita è bersi dei negroni il martedì sera e il giorno dopo andare a lavorare con la lingua di fuori. poi a un certo punto GG Garella si è fatto esplodere addosso un bicchiere di birra e lì ho capito che la serata stava intraprendendo la sua parabola discendente. allora ho fatto su la baracca e i burattini e sono andato a pisciare in un cantiere. io a pisciare nei cantieri personalmente mi sono sempre trovato bene. voglio dire, è vero che è un posto di lavoro e che bisognerebbe aver rispetto per quelli che ci vanno a lavorare dentro il giorno dopo, però è anche vero che per dire se io domani mattina vengo in ufficio e me lo trovo tutto pisciato sono solo contento.

[podcast] appleblim rinse fm podcast

[free mix] dst skull disco mix

BONUS!

[RA podcast] Appleblim Resident Advisor Podcast (splendido! scaletta molto simile a quella di martedì sera. da scaricare assolutamente - previa iscrizione a RA)


la foto di DJ Scum è a stata scattata da BobMoz

11 giugno 2008

Blood of a Slave - Heart of a King


Bene. Direi che adesso che sono finiti gli europei di calcio possiamo tornare a concentrarci finalmente sulla musica, argomento sul quale siamo forse leggermente più competenti, soprattutto viste e considerate le infami formazioni pubblicate qui sotto da DJ Enzo, che si è dimostrato un tristissimo epigone donadoniano sempre pronto ad avvallare e difendere a spada tratta le scelte del tecnico, un fervente sostenitore della permanenza in campo dei tre centrocampisti più sboffi e sfiniti del campionato italiano che si è presentato a casa mia riempiendomi il frigo di una dolciastra birra australiana del colore dell'esame delle urine, lanciandosi in una serie di considerazioni tattiche degne di un uomo che (ricordiamolo) ha ammesso candidamente di non saper distinguere la destra dalla sinistra e ha dimostrato di non conoscere le posizioni in campo abituali di Maggio e Molinaro. Infatti secondo me se abbiamo perso è tutta colpa di DJ Enzo e del suo plaudire la presenza in campo di un attaccante da Coppa Uefa come Totò Di Natale.
Ma veniamo alle sempre più rare e sparute soddisfazioni che riesce a darmi la vita in questi giorni lugubri, come questo mixtape di Nas, peso massimo del rap newyorkese che ritorna in scena dopo avere decretato l'anno scorso la morte dell'hip hop. Ammetto che io e Nas ci eravamo un attimi persi di vista e ammetto di aver lungamente e colpevolmente trascurato la sua discografia, essendomi sempre limitato a venerare il suo disco d'esordio (Illmatic, 1994, una delle mezz'ore di musica più eclatanti che mi siano capitate nelle orecchie) e ignorando sistematicamente tutto il resto. Questo manipolo di pezzi sparati da DJ Green Lantern consegna invece un MC in forma campionato, uno dei più convinti e convincenti innalzatori del vessillo di Obama che in questi ultimi tempi si è consumato le corde vocali dividendosi tra i microfoni delle radio e quelli dello studio di registrazione per sostenerne la candidatura.
Hero è un singolo devastante, capace di coniugare tutta l'enfasi, la potenza e la rapidità di esecuzione che si richiedono a un pugno assestato per fare del danno, metafora pugilistica ispirata dall'ascolto di Legendary (Mike Tyson), altro picco di gradimento del nastro insieme a Black President e Association (microfono in comproprietà con Stic Man dei Dead Prez).

[mixtape] nas - the nigger tape

[link] un posto in cui si parla di calcio con grande competenza ed eleganza, infatti DJ Enzo non ha passato la selezione all'ingresso

17 aprile 2008

It's a story of a photographer who goes completely insane trying to get a closeup photograph of the horizon


Il venerdì come calcio d’inizio è venuto a cena Dj Enzo con la sua bottiglia di vino che ce la siamo bevuta mentre ci mangiavamo delle patate riempite col loro stesso ripieno e dopo abbiamo preso, siamo venuti via e abbiamo incominciato a scarpinare per il centro abbeverandoci a tutti i banconi che abbiamo trovato tra piazza vittorio e piazza castello fino a quando non siamo entrati dentro il posto dove dovevamo andare, un posto che da ragazzino Dj Enzo ci andava a limonare e che adesso invece gli hanno cambiato il nome tante di quelle volte che la gente se lo sono dimenticato tutti e quindi qui dentro non ci trovi più nessuno da limonare e rimani in piedi in mezzo alla pista semideserta con la lingua che mulina nel vuoto oppure ficcata dentro un bicchiere di whisky e coca che hai pagato come una tanica di benzina e quando incominciano Los Hermanos li sentiamo un po’ e dopo mi viene voglia di fumare e andiamo fuori dalla porta abbandonata dove ci possiamo mettere a fare i cretini vicini alle transenne selezionando la gente all’ingresso che ci scambia per i buttafuori e nel frattempo ci ha raggiunto la nostra editrice ansiosa di vedere all’opera i suoi editorialisti migliori e a quel punto inizio a domandarmi se non sia il caso di coprirsi di ridicolo di fronte a questa persona che incontro per la prima o la seconda volta e mi appoggio a una transenna solo che la transenna non tiene e allora volo giù sull'asfalto bagnato in mezzo alla strada insieme alla transenna ma per fortuna mi tiro su veloce appena in tempo appena prima che arrivino i buttafuori a brutalizzarmi come fanno di solito loro con gli ubriachi, e Funk ‘d Void invece di dispensare la stessa morfinica deep house del suo ultimo mix album la butta anche lui sul discorso techno essendo in fondo questo il tema della serata e infatti balliamo lo stesso volentieri, io e dj enzo facciamo i cretini davanti all’obiettivo di un bob moz stranamente e spaventosamente sobrio e quando ormai sentiamo lo stomaco bucarsi camminiamo sul bagnato in direzione del nostro abituale panino con salsiccia delle sei del mattino con dentro tutte le salse che si mischiano alla pioggia che cadendoci addosso mentre barcolliamo riesce a conferirci quell’aspetto ancora più subumano e dj enzo che non è in condizione non dico di guidare ma neanche di camminare me lo lascio collassare in casa e al mattino ci svegliamo con la promessa di trovarci sulle sedie del Bar Fuego per vederci il big match e berci un paio di birre ma quando arriva il calcio d’inizio DJ enzo non c’è ancora perchè aveva perso conoscenza alle quattro del pomeriggio e si era dimenticato di svegliarsi in tempo, per fortuna qui di fianco c’è il mio amico d’infanzia che mi accompagna sempre quando vado a vedere il futbol al Bar Fuego, che è un bar dove tutto il futbol che abbiamo visto quest’anno non abbiamo mai perso, infatti vinciamo di rimonta buttandoglielo nel culo al berluscazzo che per quanto avrà goduto un paio di giorni dopo secondo me questa dimostrazione di superiorità morale gli ha fatto un male della madonna e forse avrà capito che alla fine c’è un limite anche al suo delirio d’onnipotenza perchè puoi anche comprarti l’italia ma quando tu e quella tua banda di stronzi venite a torino alla fine sono cazzi anche per voi, soprattutto fin quando batterete la testa contro la nerchia d’acciaio di Momo Sissoko, che gli bastano uno sguardo e una falcata per ristabilire le gerarchie in mezzo al campo, per non parlare dell’esultanza infantile e gioiosamente scomposta di Brazzo Salihamidzic che mentre corre verso la bandierina con quel volto distorto dal godimento che gli campeggia sul testone incollato alle spalle senza passare dal collo, quello lì è stato un momento che ti giuro mi sono quasi commosso, un giocatore così non so dove cazzo è che l’abbiamo trovato ma è qualcuno di quei giocatori che per quanto sono mediocri e per quanto nonostante tutto riescono a cambiare il corso delle partite, guarda, Brazzo è una di quelle persone che quasi quasi ti fanno pensare che alla fine qualcosa nella vita potrebbe combinarla anche uno stronzo come te, uno stronzo che il giorno dopo ha preso la macchina e ha fatto i chilometri per piantare la croce con quella cazzo di matita e poi si è svegliato, è andato a lavorare con addosso quel minimo di briciolo di speranza che magari da domani avrebbe mangiato qualche piattino di merda in meno e invece gli è toccato ricominciare subito a bere e per la cronaca non ha ancora smesso, sarà stato per colpa di quella manica di depravati che per andargli dietro a quel doppiomento vivente con gli occhiali mi hanno fatto scomparire il partito, andargli dietro a uno che candida delle schiere di cazzolici e imprenditori e figli di imprenditori e figli di troia di varia natura e poi alla fine si vergognava talmente tanto della gente di merda che ha messo in lista che ha buttato nella mischia pure un operaio, neanche fosse un cazzo di panda da guardare con ammirazione da lontano, molto meglio il berluscazzo, che almeno obbedisce soltanto a sè stesso, piuttosto che un uomo che il giorno che lo eleggeranno avrà talmente tanta di quella gente a cui obbedire che noi poveri stronzi col problema del lavoro di merda ci saremmo dovuti mettere in coda dietro ai cazzolici e dietro a confindustria e dietro gli imprenditori del nordest, un uomo che ha pure provato a farci convivere non dico con della gente che disprezziamo, ma a farci convivere con le cause stesse dei nostri problemi, come se non lo sapessimo che avrebbe prima di tutto provveduto a nutrire le cause per poi buttarci le briciole addosso a noi e ai nostri cazzo di problemi, farci credere che avrebbe fatto votare agli imprenditori una legge decente sul lavoro, farci credere che sarebbe stato per mano dei cazzolici che avremmo ottenuto lo stato laico che ci spetta, gli serbo un tale rancore a quell’uomo che non mi basta una vita per smaltirlo, gli serbo il rancore perchè con quell’ansia che aveva di corrergli dietro alla sua ambizione politica ci ha condannato non dico a un presente schifoso, che con quello avevamo imparato a conviverci da troppo tempo, ma ti ha strappato da davanti agli occhi pure le ipotesi del futuro, come se ti avessero oscurato l’orizzonte verso il quale stavi guardando, che va bene che era solo un cazzo di orizzonte e va bene che sopra l’orizzonte non ci ha mai messo le mani nessuno, però era lì che stavamo puntando e mi piaceva almeno di avere una direzione verso cui camminare, invece adesso ti sei svegliato un giorno e hai scoperto che te e tutti i tuoi amici non avete neanche più il diritto alla speranza del decoro, di segnare sul calendario la data del giorno che la smetterai di mangiar merda, tipo che sei arrivato a questo punto e scopri che te e tutti quelli come te avete finito di esistere, voglio dire, esisti pure, sia chiaro solo il fatto che da questo momento in avanti di te non gliene sbatte più un cazzo a nessuno.

[mp3] los hermanos - dazed and deceived

[video] Steven Wright

15 aprile 2008

io credevo che noi fossimo al 6%, almeno al 6%

dj stefano esce di casa convinto che la sinistra arcobaleno sia attorno al 5% e ha la faccia del lutto, perché per lui il risultato è un disastro. noi ne parliamo, ma evidentemente lui non ci sente, visto che solo a metà serata scoprirà che il 5% magari. io distribuisco cartoline della sinistra arcobaleno con mezza faccia di bertinotti dicendo una reliquia, l'ultima cartolina elettorale di fausto. lo dico scherzando e ridendo, mentre chiamo deni per chiedere se la sinistra arcobaleno è rimasta attorno al 3,5%. lui è chiaramente ubriaco, ma mestamente conferma, senza però dirmi che fausto si è dimesso. poi con i compagni di aperitivo ci dirigiamo allo united, dove va in scena il penultimo concerto degli isobel che hanno deciso di sciogliersi e di concedersi ancora un ultimo mini-tour prima di dire ciao ciao. per strada i ragazzi marocchini di palazzo nuovo provano a scherzare dicendo che hanno bisogno di vendere accendini per comprare il biglietto per casablanca, possibilmente già questa sera. allo united le facce tutto sommato sono sorridenti, si cerca di parlare il meno possibile di elezioni ma tanto sempre lì si va a finire. dopo il gruppo spalla salgono sul palco gli isobel ed è un gran concerto nonostante danilo poi sostenga "no, dai, siamo stati troppo freddi". intanto infilano in scaletta anche pitagora degli altro e io apprezzo assai. ma intanto anche gli isobel si levano dai coglioni, e questo non è bene.

insomma, gli isobel si sciolgono, il pd sarà il partito più a sinistra del nostro parlamento e bertinotti lascia. a questo giro il palo nel culo che ci hanno ficcato è di un diametro decisamente eccessivo. e lo so che la sinistra (e vaffanculo l'arcobaleno) ha un sacco di colpe, io stesso stavolta ho dubitato di votarla. però se hai scelto rifondazione da quando lo stato ti ha gentilmente chiesto di votare, bè, per te quel 3,1% è indubbiamente la fine di qualcosa.

tra qualche mese compirò 30 anni, la prossima volta che voterò per le politiche con tutta probabilità di anni ne avrò 34. dj stefano suggerisce che magari a quell'età saremo ricchi sfondati e voteremo a destra per difendere i nostri diritti. certo, come no. di sicuro bertinotti non ci sarà più (e non è nemmeno detto che sia un male), una sinistra chissà (e questo è di certo un male). per ora non c'è e sa il cazzo quando ci sarà di nuovo.

[mp3] isobel - by end

[mp3] altro - pitagora

20 marzo 2008

50 indie-records, 2 weeks (day 3)

clinic - do it! 5
discretamente incazzati per essere i clinic ma meno incisivi rispetto al passato. però sono pur sempre i clinic e un secondo ascolto lo meritano. non adesso, però, che mancano ancora 39 fottuti dischi.
[mp3] in arrivo, ci scusiamo per il problema tecnico


cloud cult - feel good ghost 4
i dischi precedenti mi erano anche piaciucchiati, ma in questo caso ho faticato ad arrivare alla fine. poi per fortuna ho iniziato a chiedermi perché sto facendo tutto questo e quando mi sono reso conto di non avere una risposta il disco era già finito.

[mp3] in arrivo, ci scusiamo per il problema tecnico


correcto - s/t 6
un po' come la compagna carina delle medie che ti dice "io ti voglio bene, ma come amico". carini, onesti, divertenti, inutili, dimenticabili. tra l'altro firmano joni che sembra una canzone scartata senza motivo dall'ultimo album dei new order.

[mp3] correcto - joni


destroyer - trouble in dream 4
e che palle.

[mp3] destroyer - foam hands


does it offend you, yeah? - you have no idea what you're getting yourself into 5
e dire che questo dovrebbe essere pane per i miei denti. dei tanti generi nati e morti in un amen, direi che il nu rave è quello che ha avuto il tempo di latenza inferiore. qualche pezzo qua e là non è male, ma la cosa strana è ascoltare e pensare "madonna, è un disco terribilmente 2007". mi sento in colpa solo a pensarlo, ma tant'è.

[mp3] does it offend you, yeah? - we are rockstars

19 marzo 2008

50 indie-records, 2 weeks (day 2)

aidan john moffat - i can hear your heart 9
chi mi conosce sa bene che potrei dare un 9 all'orso yogi dell'indierock scozzese anche sulla fiducia. ed è vero, mica no. però questo è un voto che rispecchia l'adorazione per un non-album che conferma la genialità letteraria di aidan, che per fortuna ha anche abbandonato le cazzatelle alla lucky pierre.

[mp3] aidan john moffat - i'm no bitter


cadence weapon - afterparty babies 7
lo sapevo che nel mio elencone ci doveva essere qualcosa di buono. ecco materializzarsi tutto il buono in questo sbarbatello canadese che fa rap su basi minimalissime appena sporcate da quelle linee di synth che purtroppo latitano nei dischi di adam green.

[mp3] cadence weapon - true story


cass mccombs - dropping the writ 7
bravino, questo. robusto cantautorato rock con una voce che spesso e volentieri ricorda l'amato elliott smith, uno che ci manca parecchio. ah, scopro che il disco negli usa è uscito ad ottobre 2007, ma allmusic.com dice 2008. e poi oh, il gioco è mio e le regole le faccio io.

[mp3] cass mccombs - full moon or infinity


cat power - jukebox 5
boh, io la preferivo quando canticchiava sopra una chitarra e poco altro. e quando si devastava ai concerti, anche.

[mp3] cat power - silver stallion


girls in hawaii - plan your escape 7
fanculo che bel dischetto. erano bravi al tempo dell'esordio, sono bravi adesso. leggeri leggeri eppure incisivi, per me suppliscono nel migliore dei modi alla dipartita dei grandaddy. e visto che non riesco a decidermi, crepi l'avarizia e doppia razione di mp3.

[mp3] girls in hawaii - bored
[mp3] girls in hawaii - shades of time

18 marzo 2008

50 indie-records, 2 weeks (day 1)

ultimamente ascolto troppi pochi dischi. no, non è esatto. ascolto meno dischi ma li ascolto di più, più a lungo. di certo ascolto meno dischi indie e per me è stato uno shock scoprire da inkiostro che nel 2008 sono già usciti un fottìo e mezzo di dischi indie. e allora ho deciso di fare un test per capire quanta indietudine si nasconde ancora sotto la mia pelle.

50 dischi usciti in questi 2 mesi e mezzo. mi dò 15 giorni di tempo per ascoltarli tutti. un solo ascolto e un giudizio secco, come ai bei tempi. e come tutti i reality che si rispettano, copertura integrale dell'evento, a partire da oggi.

adam green - sixes and sevens 3

il disco giusto per iniziare il giochino, direi. adam green è molto bravo, soprattutto a gonfiare a dismisura le palle dell'ascoltatore. oltretutto prova anche a pubblicare drowning head first spacciandola per un pezzo nuovo e dimenticandosi di averla già pubblicata con i moldy peaches. si chiamava anyone else but you.

[mp3] adam green - drowning head first


baby dee - safe inside the day 6
ci sono un sacco di motivi per collegare baby dee ad antony, ma rispetto al bambolone tenerone baby dee ha molta più fantasia nell'alternare atmosfere. certo che il suo birignao a volte diventa davvero insopportabile, ma insomma.

[mp3] baby dee - big titty bee girl (from dino town)


beach house - devotion 4
dio mi perdoni se dopo 2 pezzi ho pensato "bè, dai, non sono per niente malvagi". sarà che you came to me non è niente male. boh, comunque a tratti sembrano gli air degli ultimi tempi. e non è proprio un complimento.

[mp3] beach house - you came to me


black mountain - in the future 5
ok, sono già nella fase nella quale esulto senza ritegno non appena sento una chitarra distorta. l'entusiasmo è durato poco. è che io pensavo che il prog tamarro si fosse estinto e invece ci sono rimasto male a realizzare che al contrario è vivo e lotta insieme a noi. non tutto da buttare, però.

[mp3] black mountain - angel


british sea power - do you like rock music? 6
ormai dopo 3 album puoi ben considerarti un veterano. loro in fondo lo sono e non è che offrano niente di nuovo al mondo, solo un onesto pop rock senza particolari vette nè cadute.

[mp3] british sea power - atom

02 marzo 2008

Saturday Night and Sunday Morning Mix


Eccoci arrivati al dunque. Postiamo di seguito il primo mix targato He Was Wrong, la madre di tutti i contenuti multimediali, quella prova d'amore che lettori da ogni parte del mondo chiedevano sempre più insistentemente dopo l'esportazione oltreconfine del marchio WPA. Avremmo voluto garantire un risultato più prestigioso e meno dilettantesco, ma purtroppo con DJ Enzo infortunato, la nuova scheda audio esterna che mi sta costringendo a esplorare nuovi orizzonti della blasfemia (la Novation è stata ufficialmente inserita nella lista delle aziende nemiche del proletariato) e il paese a crescita zero non si può certo venire a chiedere a me di lavorare bene. Dentro c'è tutto quello che ha reso la Wrong Pitching Alliance il collettivo dj più vituperato dal pubblico europeo: passaggi sbagliati, sbalzi di volume, bassi che esondano coprendo tutto il resto delle frequenze, file audio di qualità infima, ritmi e melodie che si alternano senza costrutto. Però adoro visceralmente ognuno dei pezzi che ci sono qui dentro e qualcuno potete anche scaricarlo dalle rispettive netlabel (consiglio soprattutto i due pezzi della lituana Sutemos).
Il titolo non è come sembrerebbe imputabile alla banalità che mi ottenebra la mente, quanto al fatto che mentre giravo per la città in cerca di improbabili cavi per la mia scheda audio mi sono imbattuto per lo meno in una vecchia edizione dell'omonimo romanzo di Alan Sillitoe, che non ha contribuito a risolvere il mio dilemma tecnologico ma almeno ha placato per qualche minuto il flusso delle mie bestemmie

Fate eventualmente sapere cosa ne pensate. Il vostro disprezzo è da sempre il nostro carburante.

[mix] Saturday Night and Sunday Morning Mix

Tracklist

Claro Intelecto - Piece of Mind (Ai Records)
Mikrokristal - Svytejimas Vandenyje (Sutemos)
Zulusas - Micronesia (Sutemos)
Murmur and Bovill - B to H1 (Meanwhile)
Anja Schneider - Addicted (Mobilee)
Simian Mobile Disco - Hustler (Shackleton Remix) (Wichita)
Melchior Productions Ltd. - Black Mother (Perlon)
Jennifer Cardini - August in Paris (Mobilee)
Martin Landsky - Let Me Dance (Sebo K Remix) (Poker Flat)
Luka Baumann - Inception (Biomechanics)
MRI - Dauerlaufer (Force Tracks)
Marko Fürstenberg - Porn Infection (Tendenzen Freier Entfaltung)
Redshape - Pain (Styrax Leaves)

29 gennaio 2008

noi siamo i giovani, i giovani, i giovani

ma sai che alla fine sta storia dell'orecchio non è mica male? cioè, mica volevo fare quella vita fino a 40 anni, no? andare a ballare, andare ai concerti, ubriacarsi... mia sorella alla mia età aveva già due figli, una casa, due cani e un suv. vorrà pur dire qualcosa, no? è o non è sangue del mio sangue? comunque, pian piano sto recuperando il mio rapporto con la musica. niente legna, però. sarà che alla fine quella è roba che necessità una qualità d'ascolto perfetta, essendo basata essenzialmente sui suoni. la qualità del mio udito, invece, al momento è talmente scarsa che devo accontentarmi delle melodie. non so com'è ma ho ripreso in mano black heart procession, calexico, wilco, ma soprattutto suede. come 15 anni fa, più o meno. così adesso passo le mie serate sul divano, con dei gran libri e gli suede in sottofondo. quando mi stanco di leggere metto nel lettore dvd sleeper cell, entourage o delle vecchie puntate di house. quando mi sento particolarmente trasgressivo chiamo un paio di amici e giochiamo a pes, che dio fa, avrò anche perso delle skill, ma quando si tratta di prendere in mano il liverpool vengo ancora guardato con un certo rispetto. agli amici offro limoncello e san simone, io invece mi faccio dei gran shottini di rum e pera ma senza rum, cioè mi limito a tracannare due bicchierini di succo di pera. non è proprio la stessa cosa ma insomma. mi sono dato anche al giardinaggio ed è una cazzo di soddisfazione vedere crescere i germogli di crescione e quelli di altre piante delle quali preferisco non diramare le generalità. stavo anche pensando di mettere la telecamera fissa su uno dei vasetti per registrare il video della crescita, per poi accellereare il tutto e piazzarlo su youtube. secondo me spaccherebbe, altro che la tizia della danza del ventre di cui ieri ha parlato anche studio aperto. l'altro giorno, in preda all'entusiasmo, ho anche superato la mia idiosincrasia nei confronti del web 2.0 e ho aperto un account su anobii, che credo mi piaccia per distorsione professionale. stavo anche per aprire un twitter, poi mi sono ricordato che nella lista delle cose vietate dal dottore non apparivano né l'onanismo né tanto meno il consumo di sostanze psicotrope, e dunque ho deciso di dedicarmi ad altro.

insomma, sto da dio. dio fa.

[foto] da momo.noblogs.org

[mp3] lou reed - perfect day (acoustic demo)

09 gennaio 2008

acufene

acufene è il modo fico per definire il fischio nell'orecchio. il socio stefano ne soffre da un paio d'anni, presumibilmente da quando ha abbracciato i 50.000 watt di potenza dell'impianto del pukkelpop 2006 in occasione del set di carl craig. io ne soffro da soli 3 giorni, solo che a me piace fare le cose per bene: il mio acufene non accompagna gli altri suoni, li sostituisce del tutto. come se i my bloody valentine avessero deciso di iniziare la loro reunion nel mio cervello con un pezzo composto di soli feedback di chitarra.

insomma, per qualche motivo che alla medicina ancora sfugge ho perso completamente l'uso dell'orecchio sinistro. ipoacusia improvvisa, si chiama, e credo sia il giusto contrappasso per chi ha speso gli ultimi 15 anni ad ascoltare musica. non è detto che ci siano cause precise e non è detto che la cura funzioni, mentre le conseguenze immediate sono piuttosto palinculistiche: niente locali affollati, niente rumori forti, niente alcool, dieta iposodica. senza contare che ascoltare musica in mono è un'esperienza assai frustrante e fastidiosa, tanto che è da domenica che non ci provo nemmeno.

i lati positivi? tagliando i finanziamenti all'alcool potrei comprare in breve tempo un attico in centro, ad esempio. oppure la dieta iposodica potrebbe farmi perdere quella manciata di chili che vorrei perdere da tempo. come no. ma la cosa che so spezzerà il cuore di voi adorati lettori è che se non posso ascoltare musica non posso scrivere delle cazzate che ascolto. a meno che non inizi a postare donne nude o robe così.

e per chi non può fare a meno del contenuto multimediale, ecco un pezzo di un tipo che compare qui solo per vergognosa assonanza del suo nickname con il titolo del post.

[mp3] akufen - severed finger samba