14 luglio 2008

è questo che siamo.


all'inizio c'ero io con un accappatoio bianco sul quale c'era ricamato con filo azzurro il numero 1318. ai piedi delle infradito azzurre, sotto l'accappatoio soltanto un boxer da bagno, anch'esso azzurro. seduta al tavolo con me c'era la mia signora, anche lei con addosso il fottuto accappatoio bianco, solo con un numero diverso: 3584. non eravamo i soli: tutto attorno c'erano decine di persone, tutte di bianco vestite e infraditate. mangiavano frutta fresca e bevevano tisane al tiglio e alla calendula. e avevano tutti un'aria rilassata, anche troppo. li avresti detti reduci da una lobotomia, piuttosto. mi guardavo attorno e aspettavo il momento in cui la voce del grande fratello avrebbe pronunciato con voce decisa il numero dei prescelti. "fratello 2584, vieni avanti, tocca a te". in realtà non c'era nessuna voce, e non c'era nemmeno bisogno di andare in giro in fila, uno dietro l'altro, ognuno con la mano destra sulla spalla destra dell'altro. ero semplicemente alle terme.

ora, io ho sempre pensato che le terme fossero roba da donne, vecchi e metrosexuals. e in effetti mentre il sedicente fabio mi massaggiava la schiena sconfinando pericolosamente sul mio sederino coperto da un inquietante tanga usa e getta, per un attimo ho stretto le chiappe. "rilassati, caro", mi ha detto lui, ma io mi sono tranquillizzato soltanto quando si è iniziato a parlare del mercato della juventus. massaggio a parte, alle terme paghi un sacco di soldi per stare nell'acqua calda a farti diventare le mani rugose, per sudare come un maiale in saune a 70° e per fare le bolle in vasca. però devo riconoscere che la cosa ha il suo perché. ad un certo punto mentre me ne stavo seduto su una poltrona che sparava getti d'acqua a 15 atmosfere con la vista sul monte bianco ho pensato che mancava soltanto una cannetta nella mano destra e un whisky e cola nella sinistra. io il paradiso me lo immagino più o meno così.

dopo una giornata intera di relax, però, avevo il karma un po' squilibrato, così siamo andati ad ingollare un migliaio di calorie al mc donald's, dove metto piede una volta ogni 5 anni e ogni volta mi ricordo perfettamente perché sono passati 5 anni. il crispy mc bacon ha in breve spazzato via le tossine lasciate dalle tisane e dalla frutta, la birra ha fatto il resto e mi è tornata in fretta anche la voglia di bestemmiare. ero pronto ad affrontare i massimo volume.


e qui il karma si è arrotolato su sè stesso una volta per tutte. l'attacco con atto definitivo e il primo dio mi ha messo i brividi, e giuro che non era la zibba che aggrediva il parco della pellerina. è che è stata l'occasione definitiva per comprendere quanto mimì e soci abbiano ridisegnato la mia geografia adolescenziale. avevo 16 anni e divoravo lungo i bordi. lo ascoltavo per pomeriggi interi, e immaginavo di scrivere una canzone su di me che ascoltavo fuoco fatuo davanti allo specchio di camera di mio fratello, mentre mi muovevo al suono delle chitarre elettriche, ecc. ecc. era bello avere 16 anni nel 1995. cioè, era una merda, intendiamoci. il liceo, le sfighe, il resto. però non sapevi ancora quello che sarebbe venuto dopo. e avevi l'occasione di scoprire i massimo volume e di comprare i loro dischi il giorno che uscivano. e non era poco. e devi averli ascoltati proprio bene, se ti ricordi perfettamente il primo dio a memoria (e no, non era prévert, era sempre rimbaud).

sul finire del concerto iniziano a scendere le prime gocce, ma in fondo chi se ne frega. chi se ne frega pure di patti smith, chi se ne frega degli afterhours. chi se ne frega se sarà l'ultimo concerto dei massimo volume o se seguiranno altri dischi, altri concerti, altre robe. per il momento va bene così, ci siamo presi quello che ci spettava:

qualcosa sulla vita. seychelles '81. il primo dio. senza un posto dove dormire. ronald, tomas e io. fuoco fatuo. altri nomi. la notte dell'11 ottobre. atto definitivo. la città morta. dopo che.

in rigoroso ordine sparso.

il resto. il resto non conta. è solo acqua sulla pelle, calda o fredda che sia. è solo musica che dimenticheremo presto.

[video] massimo volume - dopo che (torino, 12 luglio 2008)

12 commenti:

benty ha detto...

leggere la tua recensione valeva il prezzo di visualizzare la raccapricciante immagine di te in accappatoio. dio (porco) sa quanto ho sofferto a non essere li'

thingy ha detto...

per un attimo leggendo il commento sopra ho pensato che i feed mi avessero risparmiato la visione dell'accappatoio nazista. però grazie al post di benty ora so con chi urlavi al telefono! e comunque volevo dire a dj scum che è stato davvero pessimo a perdersi il concerto.

atroC.T.X.Z.B.tion ha detto...

minchia Vale, scusa se mentre quel formerly-eterosexual di enzo va in giro in vestaglia a farsi massaggiare lo scroto da un altro uomo io stavo lavorando a Bardonerchia facendomi un culo quadrato per portare a casa i soldi che ci permettono di pagare l'affitto del blog.

enzoppi ha detto...

@ benty: su, non fare così. tra l'altro pare che saranno ad urbino per frequenze disturbate. certo, non sarà la stessa cosa, ma...

@ vale: eh, quello là non sentiva!

@ mr. palo-nel-culo: a proposito, ci sarebbe da rinnovare il dominio. sganci te a questo giro?

thingy ha detto...

stefano, non vorrei rischiare di infierire, ma ti vedrò ai notwist oppure hai deciso di perderti sistematicamente tutti i concerti dell'estate torinese? no perchè avanzerei il cocktail di qualche post sotto, quello del compleanno...

benty ha detto...

manco a Urbino saro'. diomerda

deni ha detto...

mah, al di là delle emozioni nostalgico-adolescenziali che i Massimo Volume suscitano, sinceramente li ho visti due volte dal vivo qualche anno fa e li ho sempre trovati piuttosto mosci.. o mi sbaglio? saluti a tutti

enzoppi ha detto...

@ vale: lascia perdere, non credo proprio che si abbassi ai notwist quel fottuto snob.

@ benty: se vanno anche ad urbino probabilmente continueranno. coraggio!

@ deni: sai bene quanta (poca) stima nutra nei tuoi confronti. ma che vuol dire mosci? che mimì non è un istrione? e ci rimarrei male se lo fosse, visto quello che canta. e poi avevi solo da muovere quel culone dalla poltrona per verificarlo di persona, mona!

deni ha detto...

volevo dire -supermona di enzoppi- che ai concerti in cui mi sono degnato di presenziare ero rimasto un po'deluso. A volte, anche se non c'è l'amore, c'è l'astio che provo per te...

Anonimo ha detto...

cristo dio ma dove stavo con il cervello per essermi perso l- ultimo concerto dei massimo volume
basta, ma che fine avete fatto ma che fino ho fatto .
michele

atroC.T.X.Z.B.tion ha detto...

minchia, dieci commenti - due persone che mi chiedono denaro. dio fa ma perchè non vi trovate un cazzo di lavoro e cominciate a pagare per ottenere i vostri bisogni minimi? e poi enzo non ci provare dicendomi che quest'anno devo pagare io come se l'anno scorso avessi tossito te. non potrò contare su una grande memoria a breve termine, però mi ricordo ancora che il dominio per il primo anno era gratis. e poi quel dominio sinceramente lo usi solo te, quindi mi sembra giusto che ti occupi tu del suo sostentamento. comunque ai notwist vengo, anche se non troppo volentieri. e il bere ovviamente ognuno se lo paga per sè.

Fabio ha detto...

allora erano brividi veri quelli che sentivo per la schiena.
sei stato alla terme a pre sant didier ? allora ne ho da raccontartene una...