20 dicembre 2007

hewaswrong vs pitchfork, resident advisor and many more: the 50 techno-house-dub-dubstep-sailcazzocosa tracks of the year

Aesop Rock, Fumes [Definitive Jux]
Un oggetto in movimento tende a restare in movimento. Con la stessa velocità e nella stessa direzione. Dove finisce il flow e dove inizia il flusso di conoscenza?


Âme, Balandine [Innervisions]
Tutto quello che vorrei ballare è qui, semplicemente.






Andy Stott, Fear of Heights [Modern Love]
Questo è quello che succede quando in ambito dub techno il dub prende decisamente il sopravvento. Il suono della Modern Love è ormai profondamente radicato nelle nostre menti grazie a singoli come questo.

Apparat feat. Raz Ohara, Holdon (Modeselektor remix) [Shitkatapult]
La distorsione al potere. Non c'è nemmeno molto da ballare, bastano i bassi come pugni nello stomaco e il tocco non certo leggero dei Modeselektor in stato di grazia.

Apparat, Useless Information [Shitkatapult]
Non so bene perché, ma se i My Bloody Valentine giocassero con le macchine credo tirerebbero fuori robe così.



Applebim, Vansan [Skull Disco]
La rappresentazione sonora dell’incombenza. Incombenza di qualcosa di nefasto.





Audion, Mouth to Mouth (Mantap mix by Heartthrob) [Spectral]
Un anno dopo la pubblicazione originale, Mouth to Mouth continua ad essere proposta e riproposta in tutte le salse. Qui Heartthrob la fa sua, in tutti i sensi. Un cazzo di classico.

Battles, Atlas [Warp]
Quando l'ho ascoltata per la prima volta mi sono subito convinto fosse il più obliquo degli inni da pista. Ma solo dal vivo ho capito che ci avevo preso, almeno un po'. Pezzo dell'anno.


Battles, Tonto+ (Four Tet remix) [Warp]
Di nuovo i cocchi di casa Warp, questa volta in compagnia di un Four Tet mai così scuro e cattivo.




Beck, Cellphone's Dead (Villalobos Entlebuch rmx - Ricardo Villalobos remix) [Interscope]
Hai presente quando il pezzo di partenza non è altro che un pretesto per consegnare alla storia qualcosa di completamente altro?

Ben Klock - Czeslawa [Ostgut Tonträger]
Il battito parte e procede per conto suo, incurante di tutto il resto e dei suonini spettrali che lo permeano e che si trascina dietro come un fiume in piena. Suonini spettrali che poi fanno la differenza.

Benga & Coki, Night [Tempa]
Difficile che la collaborazione tra questi due pionieri del dubstep non partorisse un classico. Ma la leggenda narra che la gente per le strade di Londra abbia iniziato a canticchiarne il ritornello. E trattandosi di un pezzo strumentale, la cosa assume una certa rilevanza.

Black Ghosts, Some Way Through This [Southern Fried Records]
Lavorando intorno alla splendida voce androgina del cantante dei Black Ghosts, Skream e Plastician radicalizzano i bassi, appuntiscono i colpi di batteria e mettono a fuoco una canzone d’amore epica e marziale. Possiamo solo chinare il capo e alzare le braccia a cielo.

Breakage, INI [Digital Soundaboy]
La melodia riverberata evoca le memoria dolorosa di qualcuno o qualcosa, un ricordo che va a schiantarsi contro un loop di batteria che pugnala al cuore ogni volta che riparte. Breakage si conferma uno dei massimi produttori drum & bass del pianeta.

Burial, Archangel [Hyperdub]
Un pezzo che ha inevitabilmente messo in ginocchio chiunque abbia provato ad ascoltarlo. La traccia vocale in liquefazione dentro sonorità prevalentemente garage sarà una tematica ricorrente in tutto il disco. Era stata preannunciata nel corso dell’anno dall’uscita di singoli come Ghost Hardware, Unite e il clamoroso remix di Wayfaring Stranger di Jamie Woon.

Burial, Etched Headplate [Hyperdub]
Dal disco dell'anno potevano non essere prese in considerazione almeno due tracce? Naa. Una batteria suonata praticamente sott'acqua, una voce inumana a ricordarci che tutto fa un po' male. Anche un vocoder, alle volte.


Calibre feat. DRS, Hustlin [Signature]
Nel cuore del Fabriclive di Marcus Intalex sorge questo potentissimo dub & bass firmato Calibre. Il cantato di DRS è il lamento di una generazione perduta nei meandri di un pianeta alieno, l’inizio trattenuto in mezzo agli archi rende insostenibile l’attesa per l’attacco di batteria, la ricorrenza di un campione dub avvicina pericolosamente il pezzo alla perfezione drum & bass.

Calibre feat. Lariman, Overreaction [Fabriclive]
Sempre dal Fabriclive di Intalex, questa volta subito in avvio. Storie d'amore difficili dei tempi moderni, litigi esagerati e riconciliazioni tentate a tempi troppo veloci per essere sostenibili. La drum'n'bass non è mai morta, è solo più falsamente romantica.


Chamillionaire feat. Bun B, Pimp Mode [Universal Motown, Chamillionaire Entertainment]
Chamillionaire mette insieme un manipolo di Dirty South Allstars per il disco della definitiva consacrazione. La vetta arriva con l’intervento di Bun B degli UGK: country rap in slow motion grondante codeina.

Claro Intelecto, Dependent [Modern Love]
Forse la produzione più celebrata dell’anno per l’uomo di punta del catalogo Modern Love è stato il quarto volume delle Warehouse Sessions. Eppure questo 12” single sided in edizione limitata ha regalato un crescendo insinuante che non accenna a scivolare via da sotto la pelle.

Dan Le Sac vs Scroobius Pip, Thou Shalt Always Kill [Lex]
I dieci comandamenti del 2007. Solo che sono molti di più e decisamente più groovy.




Deadbeat, Melbourne Round Midnight [~scape]
La notte metropolitana rappresentata attraverso un dub ossessivo, costruito intorno a un battito troppo regolare e troppo inesorabile per lasciare una qualunque via di scampo. Riverberi e delay agiscono sulla percezione temporale, materializzando la visione di luci artificiali troppo veloci per essere messe a fuoco.

Deepchord, Vantage Isle (Echospace Reshape) [echospace detroit]
Francamente era dai tempi di Cruyff e Neeskens che non assistevamo a un’accoppiata miracolosa come quella composta da Rod Modell e Stephen Hitchell. Giusto nel caso in cui The Coldest Season non fosse basato a ghiacciarci l’anima.

Deepchord, Vantage Isle (Dc mix 1) [echospace detroit]
Ebbene no, non bastava una sola versione di Vantage Isle. Suoni che sembrano nebbia e che si dissolvono in un amen. Rarefazione e sottrazione non sempre sono sinonimi di qualcosa che manca.

Deepchord presents Echospace, Aequinoxium [Modern Love]
Anche il suono pareva spegnersi in quell’aria, come se l’aria si fosse stancata di portar suoni per tanto tempo.” William Faulkner, L’urlo e il furore.



Digitalism, Pogo [Kitsuné]
Il pezzettino poppettino che magari non ti aspetti dai Digitalism. E che però.





Disrupt, Jah Red Gold and Green [Werk]
Un saggio di Digital Laptop Reggae concepito per scardinare i subwoofer ed eventualmente radere al suolo una pista da ballo aperta alla fruizione di pezzi a basso coefficiente di BPM.


Jamie Woon, Wayfaring Stranger (Burial remix) [Live recordings]
Burial preannuncia la sua predisposizione alla gestione delle tracce vocali innestando un beat furioso sotto l’esecuzione di un tradizionale americano. Una maestosa preview degli struggimenti che arriveranno con Untrue.

Jonny L, Back to Your Roots (Friction & K-Tee Remix) [Shogun Audio]
Ah. Let me see you shackin’ your boots come back to the old school back to your roots. Ah. Let me see you shackin’ your boots come back to the old school back to your roots. Ah. Let me see you shackin’ your boots come back to the old school back to your roots... Un killer.

Justice, Phantom pt.II (Soulwax remix) [Ed Banger]
Poteva essere il loro anno, probabilmente lo è stato ma non per me, visto che il disco in sé mi ha ampiamente annoiato al terzo ascolto. Però tra redivivo french touch e daftpunkismi vari qualcosa emerge, implorandoti di muovere i piedi.

Kevin Saunderson feat. Inner City, Till We Meet Again (Carl Craig remix) [Planet E]
La storia che torna e non sembra affatto portare addosso l'affanno degli anni che passano. Anzi.



Klaxons, Not Over Yet (Skream Remix) [White Label]

Probabile remix dell’anno. Assistere a un set di Skream è già di per sè un’esperienza capace di regalare una gioia incommensurabile, ma quando la quando la puntina scende su questo dubplate non resta nient’altro da fare che abbandonarsi all’isteria collettiva. Il pezzo originale non è che fosse indimenticabile, tra l'altro. E poi dicono che la produzione non conta un cazzo.

Kode 9, Magnetic City [Soul Jazz]
Il giorno dell’apocalisse siamo disponibili per venire a mettere i dischi ai vostri party di celebrazione della fine del mondo. In chiusura di set questo sarà il nostro disco. Pulsioni di synth che scandiscono l'attesa della fine, clap fuori tempo, casse appuntite: la colonna sonora ideale per accompagnare la liquefazione dei corpi inondati da fiumi di magma.

Lcd Soundsysten, All My Friends [DFA]
Perché in fondo parla anche un po' di noi.





Luke Vibert, Breakbeat Metal Music [Lo Rec]
Il vocoder? Cazzate, qui siamo alla vocina dei giocattoli da bambini. Senza contare uno di quei synth killer che tanto piacciono a me.



Martin Buttrich, Well Done (Headhunter Remix) [Four:Twenty Recordings]
Pare che abbiamo un vincitore per l’ambito trofeo di Linea Di Basso dell’anno, anche se più che di una linea si tratta di una colata di catrame che striscia.

Milanese, Mr Bad News (Clark remix) [Planet Mu]
Ok la Modern Love, ma anche la Planet Mu quest'anno ha regalato dei bei momenti. Milanese su tutti gli artisti, Adapt su tutti i dischi, Mr Bad News su tutti i singoli. Se fosse un singolo.

Modeselektor, Hyper Hyper [BPitch Control]
We need the hardcore. We need the bassdrum. La storia della nostra vita riassunta in cinque minuti di geniale demenzialità techno.



Move D, Ac1d [Modern Love]
Ancora Modern Love. Deeeeeeeeeeeeeeeeeeeep.






Nathan Fake, You Are Here (Live remix) [Border Community]
Un pezzo indimenticabile fin dall'inizio ma al quale mancava una versione per il dancefloor. Nathan se ne accorge e rimedia, come meglio era difficile immaginare.


Plastician feat. Skepta, Intensive Snare [Terrorhythm Recordings]
L’esordio sulla lunga distanza di Plastician culmina subito con il pezzo iniziale. Niente di meglio della furia vocale di Skepta per trascinare questo terremoto di bassi assassini e rullanti appuntiti come le stelle di un ninja.

Pendle Coven, Habitual Stress [Modern Love]
L’etichetta che ha letteralmente cannibalizzato la nostra classifica di fine anno ci ricorda che all’occorrenza loro sanno anche legnare discretamente duro. E per noi infilare la scatola cranica sotto un martello come questo è un piacere inenarrabile.

Roll Deep, Ride or Die Chicks [Roll Deep Recordings]
Roll Deep al massimo dei giri, nonostante l’assenza dei pesi massimi del gruppo nell’episodio migliore del disco. Target alle macchine, Jammer, Frisco e Manga ai microfoni. Base rallentata e flow inafferrabile. Il divario tra la furia vocale e il contenimento sonoro è la forma chimica della micidialità grime.

Rossi B & Luca, Nobody Knows [Heavy Artillery]
Rossi B & Luca hanno dato il loro contributo, in studio o in consolle, a tutti i generi che hanno scosso le fondamenta del sottosuolo albionico negli ultimi anni: dal dubstep al grime, dalla jungle al garage. Questo capolavoro di reggae digitale ci ricorda che sarebbe il caso di tenergli puntato addosso un riflettore.

Shackleton, Blood on My Hands (Ricardo Villalobos Apocalypso Now mix) [Skull Disco]
Un paranoico pubblica un pezzo, un altro paranoico lo remixa. Indovina come sarà il pezzo in questione? Un monolite paranoico, ovvio. Roba da ballare al proprio funerale.

Simian Mobile Disco, Sleep Deprivation [Wichita]
Apre un disco fondamentalmente pop ma di pop non ha nulla. Il grado zero del pop, in questo senso.




Skream, Sub Island [Soul Jazz]
Future dub. Punto.







Suga Free, Suga Free [siccness.net]
Forse dovrei provare solo un sano disprezzo nei confronti di un pappone prestato al rap che scandisce suadentemente il proprio nome sopra una base porno-funk anni ’70. Ma questo pezzo potrebbe essere il degno erede di Who Am I (What’s My Name?) e io non riesco a smettere di scandire insieme a lui. Su-Ga-Freeeeeeeeeeee...

UGK, The game belongs to me (Underground Kingz)
Quello che intensifica il dolore per la tragedia umana della morte di Pimp C è la tragedia musicale che ha portato dissoluzione di un gruppo che con Underground Kingz aveva davvero dimostrato di tenere il mondo per le palle.

Von Südenfed, Fledermaus Can't Get Enough [Domino]
Mark E. Smith ci pensa un po' su e decide che vuole essere James Murphy che vuole essere Mark E. Smith. I Mouse on Mars danno una mano e regalano un pezzo che non abbandonerà volentieri l'open space delle nostre statole craniche.

10 commenti:

atroC.T.X.Z.B.tion ha detto...

dio fa, stavolta abbiamo proprio spaccato tutto. madonna che post. una minibibbia.

LG ha detto...

sono annichilito. dio can.
soprattutto per l'assenza di materiali multimediali come satana comanda. avete fatto 1000 fate 1666. (ma è roba a 4 mani, sporcaccioni?)

atroC.T.X.Z.B.tion ha detto...

ma certo. figurati se dj enzo riusciva a fare una roba così da solo. gli lascio fare un po' di html, ma tutti i contenuti del blog sono evidentemente farina del mio sacco.

Anonimo ha detto...

capodicazz, ma sembrate il Venerdì di repubblica!! Oh elrocco guardaci come siamo bravi con lhtml, o guarda le figurine... dove è finito il vostro proverbiale tasso alcolico molesto che vi avrebbe fatto scirvere che all of my friends sta a all my friends dei pavement come zucchero sta al blues?
bien,
vi saluto

Fabio ha detto...

il tasso alcoolico perverrà questa notte in quel del taurus, perchè dubito che i suddetti relatori di tale playlist siano in grado di suonarla stasera, senza aver prima affrontato il lungo bancone del bar...

Anonimo ha detto...

Ma è possibile che ogniqualvolta mi viene da commentare mi ritrovo alle spalle di ElRocco, quasi fossi la sua ombra ginecomorfa?
Per non parlare di GG, sembra che ci si dia appuntamento da 'ste parti.
(Vabbé, lo sapevo che mi sarei persa a scrivere corbellerie dimenticando il vero commento...)
[Grace]

squeeze ha detto...

E gigi d'alessio lo hai dimenticato?

Squeeze ha detto...

Auguri Stefano! Forza Juve!

atroC.T.X.Z.B.tion ha detto...

Auguri anche a te Squeezo! Speriamo solo che la dirigenza a gennaio si astenga dal fare acquisti, perchè se saranno mirati come quelli di giugno siamo fottuti. ciao!
s

a. ha detto...

siete pettinati ma vi siete imborghesiti. troppi titoli e di materiale multimediale mai abbastanza. non ci sono abbastanza dio fa poi.